Tra speranze, difficoltà, arte e musica: "La famiglia Aubrey" di Rebecca West - Cocktail di libri

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Tra speranze, difficoltà, arte e musica: “La famiglia Aubrey” di Rebecca West

Tra speranze, difficoltà, arte e musica: “La famiglia Aubrey” di Rebecca West

È un intreccio musicale quello che si forma dalle pagine di “La famiglia Aubrey” di Rebecca West, tradotto da Francesca Frigerio. Infatti la musica contraddistingue il percorso della famiglia Aubrey, composta dalla madre Clare, il padre Piers, le figlie Cordelia, Mary e Rose e il fratello più piccolo Richard Quin. Tutti loro suonano da sempre e si esercitano per diventare da grandi dei musicisti, mentre il padre ha un talento per la scrittura e si dimostra anche lui un vero artista, apparendo, come tanti di questi, un genio incompreso, una persona con la testa sempre immersa nei suoi pensieri. A tenere strette le sorti della famiglia è la madre, che ha abbandonato le sue aspirazioni musicali per seguire il marito, dedicandosi così a gestire la casa e i figli.  Piano piano si delinea la vita stramba di questa famiglia sui generis, scandita dalla musica, che si offre come rifugio ai problemi quotidiani che tutti loro devono affrontare.

Lentamente Rebecca West apre il suo spartito e ci fa avvicinare alle abitudini dei suoi personaggi, regalandoci i loro sogni e le loro speranze, ma anche i pensieri già da adulti dei bambini, che sostengono la madre preoccupata per la loro situazione finanziaria. Seppur vivano in una condizione precaria, non si tirano indietro quando si tratta di aiutare gli altri, come nel caso della cugina Rosamund e di sua madre Constance o della famiglia Philips. Tra i tanti buoni sentimenti del romanzo si fa largo l’altruismo, accompagnato però da una vasta gamma di vizi, com’è tipico di tutti gli esseri umani.

Tra le note e le scale che intermezzano le vicende di Rose e della sua famiglia, spuntano anche riflessioni, discorsi letterari, elementi fantastici e aloni di mistero, che catturano l’attenzione del lettore. Infatti difficilmente sarà possibile ascrivere questo romanzo a un unico genere, perché ci sono caratteristiche degne di un ottimo giallo, di un bel romanzo di formazione nonché argute e interessanti osservazioni sulla società della fine del XIX secolo. A far da cornice alla storia c’è inoltre uno spiccato femminismo, chiaro sin da subito se si guarda al ruolo assunto dalla madre e dalle altre donne rispetto alle principali figure maschili, che raramente fanno una bella figura.

La famiglia Aubrey” risulta quindi un ottimo inizio di una trilogia, dalle mille tonalità e dai molti generi, scritto magnificamente da Rebecca West, che ci regala così uno sguardo sulla società dell’epoca al ritmo di musica e al passo con i grandi scrittori inglesi.

Consigliato per chi ama leggere le saghe, spazia tra generi diversi, per tutti quelli che adorano le storie ben scritte e con un proprio stile, per le femministe, per coloro a cui piace riflettere e soprattutto per chi adora la musica e qualsiasi altra forma artistica.

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La citazione dal libro:

La nota di un flauto è come il richiamo di una giovane civetta in una notte d’estate. È incredibile come possa emettere quello che sembra essere il suono più naturale del mondo e sia così sofisticato nei suoi meccanismi di funzionamento, capace di indugiare nell’orecchio dell’ascoltatore e tuttavia sensibilissimo alle dita, alla lingua e al respiro di chi lo suona, con una prontezza che ne fa uno degli strumenti più agili che ci siano.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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