Lo scorrere del tempo "Nel cuore della notte" di Rebecca West - Cocktail di libri

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Lo scorrere del tempo “Nel cuore della notte” di Rebecca West

Lo scorrere del tempo “Nel cuore della notte” di Rebecca West

Dopo aver fatto la conoscenza della famiglia Aubrey nel primo volume, con il secondo titolo della trilogia “Nel cuore della notte” di Rebecca West, tradotto da Francesca Frigerio, torniamo a Lovegrove e seguiamo le vicende di Rose, Mary, Cordelia e Richard Quin, che stanno ormai crescendo e sono alla ricerca del loro spazio nel mondo.

Anche in questo volume la scrittura di Rebecca West affascina come sempre, con la sua minuziosità e precisione, e ci porta ad amare o odiare certi personaggi. Elegantemente la scrittrice si concentra poi nella descrizione di quadretti di vita familiare, a volte divertenti, altre intensi. Non c’è spazio per l’azione nei libri della West, eppure riesce a fare breccia nel cuore dei lettori ugualmente e a farli interessare alla sua narrazione.

Rispetto al primo romanzo, “Nel cuore della notte” presenta tinte più scure perché arriva fino allo scoppio della prima guerra mondiale, un evento che sconvolgerà inevitabilmente anche la famiglia Aubrey. La spensieratezza dell’infanzia (malgrado la loro particolare situazione) svanisce con il procedere del libro, lasciando il posto alla difficoltà di crescere. Vengono così affrontate tematiche importanti come la morte, l’amore in tutte le sue forme e l’amicizia: tutti elementi che mi hanno fatto apprezzare ancora di più questo secondo volume.

La celebrazione dell’arte ricopre sempre un ruolo centrale anche in questo secondo capitolo e piano piano continuiamo a conoscere personaggi vecchi e nuovi. “Nel cuore della notte” di Rebecca West prosegue lì dove abbiamo lasciato la vicenda, molti tratti già conosciuti ricompaiono e si sviluppa una storia non scontata, in cui emergono alcune idee personali dell’autrice e uno spiccato femminismo. In conclusione, si tratta di un romanzo lento ma che nasconde grandi tesori a chi si prenderà il tempo di ammirarli.

Consigliato per chi ha letto “La Famiglia Aubrey“, per chi ama le saghe familiari, per quelli che cercano un romanzo riflessivo con poca azione, per coloro che amano le descrizioni e la bella scrittura, per quelli che vogliono scoprire dei classici, ingiustamente, poco conosciuti.

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La citazione dal libro:

La musica di mio fratello stava annunciando che c’era un grande vuoto che avrebbe inghiottito tutto, se non lo avessimo riempito con qualcosa che le note definivano con una chiarezza negata alle parole.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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