Storie di vita ordinaria: “Il padrone di Jalna” di Mazo de la Roche - Cocktail di libri

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Storie di vita ordinaria: “Il padrone di Jalna” di Mazo de la Roche

Storie di vita ordinaria: “Il padrone di Jalna” di Mazo de la Roche

Molte cose sono cambiate, eppure la vita scorre come di consueto a Jalna, la grande casa che accoglie generazioni di Whiteoak. Ritroviamo tutti i personaggi che abbiamo imparato a conoscere nei tre volumi precedenti: il timido Finch, gli zii Ernest e Nicholas, che malgrado gli anni e le prove a cui la vita li sottopone mantengono comunque una certa giovialità, Alayne ora alle prese con la figlia Adeline, Piers e Pheasant, Meggie e Maurice, il giovane Wakefield, la zia Augusta, il fratello dalle aspirazioni artistiche Eden e il capofamiglia Renny. Proprio su questa figura catalizzatrice si concentra “Il padrone di Jalna”, quarto romanzo della serie nata dalla penna di Mazo de la Roche, tradotto da Sabina Terziani per Fazi Editore.

A differenza del precedente romanzo “La fortuna di Finch”, in questo nuovo capitolo è molto più presente la dimensione corale alla quale ci avevano abituato “Jalna” e “Il gioco della vita”. Ci ritroviamo così a seguire le storie di ciascun personaggio, che prende un percorso a sé stante e si sviluppa all’interno di un arco narrativo proprio, indissolubilmente legato alle sorti della famiglia Whiteoak e di Jalna. Ritornano anche la natura selvaggia e i paesaggi affascinanti del Canada, che contribuiscono a calare il romanzo “Il padrone di Jalna” in un’atmosfera unica e particolare.

Lo stile di Mazo de la Roche è semplice e non vengono usati grandi artifici narrativi, eppure il lettore non può che abbandonarsi appassionatamente nei grandi spazi canadesi e intrufolarsi nelle vicende della famiglia Whiteoak, scoprendo nuovi amori, nuovi inizi ma anche la fine di alcuni personaggi a cui ci eravamo abituati a stare intorno. Durante la lettura proviamo un ampio spettro di emozioni, il che provoca una certa vicinanza a questa famiglia che attraverso il tempo e lo spazio giunge fino a noi e ci lascia entrare nelle loro vite, dandoci quasi la possibilità di farne parte. E forse proprio in questo risiede la forza della scrittura di Mazo de la Roche, che è riuscita a creare dei personaggi ben delineati con i quali ci apriamo al suo mondo, al suo Canada e a una prospettiva lontana ma che nonostante tutto ci appare sempre più vicina.

Consigliato per i sognatori, per chi ama il Canada, per chi cerca una lettura piacevole e poco pesante, per gli amanti delle cose semplici, per chi vuole perdersi tra le pagine di un buon libro, per gli appassionati di saghe familiari, per chi ha letto i precedenti volumi della saga di Jalna, per chi vuole distrarsi e mettersi nei panni di qualcun altro, per chi si lascia sorprendere ed emozionare dai libri, per chi ama le descrizioni dei paesaggi, per chi cerca uno svago ed è pronto a ritagliarsi del tempo libero per abbandonarsi per ore alla lettura.

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La citazione dal libro:

Lo rincuorava sapere che come tutti i sentieri di Jalna anche quello tra le betulle era stato tracciato dai suoi familiari o dai loro operai. Ai tempi del capitano Philip Whiteoak, al suo arrivo dall’Inghilterra, lì c’erano soltanto foreste. Da ragazzi lo zio Nicholas e lo zio Ernest avevano corso per quei sentieri, mentre lui, Renny… be’, se quei luoghi avessero potuto parlare, ne avrebbero raccontate di cose… ora che aveva quarantacinque anni.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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