Le vicende della famiglia Whiteoak: “Il gioco della vita” di Mazo de la Roche - Cocktail di libri

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Le vicende della famiglia Whiteoak: “Il gioco della vita” di Mazo de la Roche

Le vicende della famiglia Whiteoak: “Il gioco della vita” di Mazo de la Roche

Sembra ieri che avevamo lasciato il Canada e la famiglia Whiteoak, e a un anno di distanza, così come li abbiamo lasciati li ritroviamo in “Il gioco della vita” di Mazo de la Roche, tradotto da Sabina Terziani, per Fazi. Sin da subito rincontriamo tutti i personaggi che ci erano stati introdotti in “Jalna” e la scrittrice riprende nel suo solito stile leggero e piacevole a raccontarci le loro vicende. Al contrario del precedente volume, la narrazione è scandita maggiormente dal giovane Finch, pur non mancando molte scene corali alle quali siamo già stati abituati.

Svariati eventi sono quindi descritti in funzione di Finch, svelando maggiormente il suo animo sensibile e la sua passione per la musica e l’arte in generale, elementi che lo metteranno in contrasto con il resto della famiglia. Così diverso eppure parte integrante dei Whiteoak. Tuttavia, il collante della famiglia oltre a Renny, che ne tiene le redini, rimane anche questa volta la nonna Adeline, con il suo atteggiamento vivace nonostante la veranda età. Quindi ancora una volta ritroviamo il racconto delle dinamiche familiari, intervallate da descrizioni suggestive della campagna canadese che circonda la grande tenuta di Jalna. Infatti nella serie di romanzi, nata dalla penna di Mazo de la Roche, la famiglia protagonista e la natura circostante sono tutt’uno, in quanto Jalna stessa è una calamita per i suoi personaggi e risulta un luogo che risplende di luce propria.

Il gioco della vita” comincia in sordina per poi passare a un ritmo più spedito con il ritorno di Alayne, che destabilizza ma allo stesso tempo cementa i rapporti tra i vari personaggi. Mazo de la Roche ripropone qui gli stessi elementi del primo libro, approfondendoli e amplificandoli, consegnando uno sguardo sul Canada e su una famiglia dell’Ottocento, le cui vicende sono strettamente correlate e che avviluppano il lettore come in un vortice. Se avete amato “Jalna”, questo proseguimento della serie vi piacerà ancora di più, perché si dimostrerà contemporaneamente familiare e diverso, riprendendo il racconto delle vite dei Whiteoak e arricchendolo ulteriormente. Una lettura piacevole e raffinata perfetta per l’estate.

Consigliato per gli amanti delle saghe familiari, per chi ama la natura, per chi vorrebbe andare in Canada, per chi ha letto Jalna, per chi cerca un libro per l’estate che appassiona, per chi ama le descrizioni di paesaggi e gli approfondimenti psicologici dei personaggi, per chi adora il periodo ottocentesco, per gli introspettivi.

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La citazione dal libro:

Percorrendo il viale si aveva l’impressione che, giunti in fondo, ci si sarebbe trovati davanti un palazzo delle fiabe, o l’eremo di una setta di adoratori di chissà quale divinità dimenticata. Il giovane Finch si sentiva pesare addosso quell’oscurità densa e immobile, come se si fosse trovato in un sogno nel quale avrebbe continuato a scivolare silenziosamente in eterno, senza mai trovare la luce e il calore ad accoglierlo all’uscita dal tunnel.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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