L’avvento della luce e lo scaturirsi dei ricordi: “Chilean Electric” di Nona Fernández - Cocktail di libri

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L’avvento della luce e lo scaturirsi dei ricordi: “Chilean Electric” di Nona Fernández

L’avvento della luce e lo scaturirsi dei ricordi: “Chilean Electric” di Nona Fernández

Fonte immagine: Globewanderin

Ci sono eventi che sono passati alla storia e altri che rimangono impressi nella memoria di uno specifico gruppo di persone, ma cionondimeno risultano importanti per molte altre generazioni a venire: è questo il caso dell’installazione della luce elettrica a Plaza de Armas, a Santiago del Cile, nel 1883, un fatto che una nonna racconta a sua nipote e questo dà vita a “Chilean Electric” di Nona Fernández, tradotto da Rocco D’Alessandro per i tipi di Edicola.

Indagando su questo avvenimento, la protagonista del libro svela alcuni tratti della sua vita e di quella di sua nonna, illuminando il lettore anche su alcuni eventi importanti del Cile. Ma in “Chilean Electric” non è solo il contenuto ad avere una posizione di primo piano, ma anche la disposizione delle parole sulla pagina e le immagini sono tutt’uno in questo romanzo breve, che mira a gettare una luce sul passato e su come questo abbia contribuito a plasmare il presente di una città e della sua popolazione. Un modo di raccontare senz’altro originale, che fa avvicinare al Cile e alla sua storia, aprendo uno spiraglio su una storia sconosciuta ai più.

Sembra quasi di addentrarsi in un labirinto, dove a ogni strada imboccata si scopre qualcosa di diverso, una diramazione della strada principale che porta al cuore della storia. Parole e immagini sono complementari: l’aspetto visivo arricchisce “Chilean Eletric” che è intriso di ricordi, citazioni e fermo-immagini. Con uno stile elegante, riflessivo e non banale, Nona Fernández modella uno spaccato di vita concentrico, che parte in senso letterale da un’illuminazione e tesse il ricordo che una bambina ormai grande ha della nonna, ma anche della sua patria. Un romanzo breve, ma folgorante che conquisterà con la sua unicità e da cui emerge chiaramente la voce promettente di una delle scrittrici cilene contemporanee più note, Nona Fernández.

Consigliato per chi cerca uno sguardo contemporaneo sul passato del Cile, per chi vuole leggere più romanzi di scrittrici, per chi ama le sperimentazioni, per gli appassionati di letteratura sudamericana, per chi vuole scoprire la letteratura sudamericana e vuole iniziare da una scrittrice contemporanea, per chi predilige storie brevi ma intense o comunque ricche di significato.

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La citazione dal libro:

Penso ai figli di quelle donne che vengono dal Perù in cerca di lavoro.

Penso a quanto si sentano soli mentre le loro madri, migliaia di chilometri più a sud, cucinano e puliscono per altri.

Penso ai bambini.

Penso alle ombre. Penso a enormi navi fatte di strati di cartone, con le quali naufragano i bambini e gli uomini che si trovano sommersi tra le ombre. Quelli che non vediamo, quelli che non hanno una luce da seguire, quelli che non appaiono in televisione, che però stanno lì, aggrappati a un’asta sulla quale sventola la bandiera cilena, vagando persi in un mare nero e oscuro, alla deriva, senza possibilità di vedere la luce, continuando a inviare ogni giorno messaggi d’aiuto in bottiglie disperse, bottiglie di vetro come lampadine fulminate che non possono più illuminare.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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