La parabola della vita tra passato e presente in “Tornare a casa” di Dörte Hansen - Cocktail di libri

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La parabola della vita tra passato e presente in “Tornare a casa” di Dörte Hansen

La parabola della vita tra passato e presente in “Tornare a casa” di Dörte Hansen

Capita che la vita prenda percorsi inaspettati, ma malgrado si vada lontano, c’è qualcosa che riporta sempre indietro, al passato e alle proprie origini. In un continuo miscuglio tra ricordi passati e memorie presenti, in “Tornare a casa” di Dörte Hansen, tradotto da Teresa Ciuffoletti, seguiamo le vicende degli abitanti di Brinkebüll, un paesino inventato nel nord della Germania, e in particolare di Ingwer e della sua famiglia. La scrittrice ci introduce così in un mondo insolito eppure variopinto, dove attraverso la caratterizzazione di personaggi-macchiette ci addentriamo nel percorso di vita di persone comuni.

A poco a poco, in “Tornare a casa” viviamo a ritroso alcuni episodi significativi della vita di Ingwer, alle prese ora con una crisi personale che riuscirà a risolvere solo ritornando a casa, tra le persone conosciute a Brinkebüll. In questo andare avanti e indietro tra i ricordi viene raccontata la vita all’interno di questa comunità, puntando sulle emozioni e sui cambiamenti di molti personaggi. La storia segue perciò un ritmo proprio, scandito a ogni capitolo da una canzone, che sottolinea quasi le abitudini degli abitanti di questo paesino e dando un particolare rintocco al tempo che passa.

Leggendo “Tornare a casa” di Dörte Hansen si respira una brezza musicale, che accompagna l’oste Sönke e sua moglie Ella insieme a Ingwer e a Marret Finedelmondo, in un costante gioco di ruoli che muta con lo scorrere del tempo. Ci immergiamo così in una sorta di realismo magico che ci dà diverse interpretazioni della realtà. Magia, musica, sfaccettature e momenti comuni nella vita di molti sono alcune delle caratteristiche che emergono dal romanzo e che lo rendono particolare, delicato e intrigante allo stesso tempo.

Tornare a casa” di Dörte Hansen è un libro che parla di origini, del concetto di casa, dello scorrere del tempo e di traguardi comuni nella vita di molti, in maniera musicale e rimanendo in un equilibrio perfetto tra passato e presente. Un libro che difficilmente vi deluderà.

Consigliato per gli amanti del realismo magico, per chi cerca storie di vita, per chi ama la caratterizzazione di personaggi insoliti, per chi vuole leggere del tempo che scorre, per chi ama i cambiamenti, per chi è alla ricerca di modi per ritrovare se stesso, per chi ha amato “Quel che si vede da qui” di Mariana Leky, per gli amanti della letteratura tedesca, per chi vuole catapultarsi in una storia immaginaria ma che ha dei collegamenti con la realtà.

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La citazione dal libro:

Lui c’era sempre stato, Ingwer Feddersen, a macerare nella musica da ballo e nel fumo di sigaretta, la sala sott’occhio, il bancone a separarlo da Brinkebüll. Sempre presente e mai del tutto partecipe, di fatto era ancora così. Ovunque andasse e qualunque cosa facesse, era come se ci fosse un bancone tra lui e il resto del mondo.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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