I tranelli di un amore finto: “Perdersi” di Elizabeth Jane Howard - Cocktail di libri

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I tranelli di un amore finto: “Perdersi” di Elizabeth Jane Howard

I tranelli di un amore finto: “Perdersi” di Elizabeth Jane Howard

Riconoscere che tipo di persona si ha davanti non è sempre facile e molto spesso le apparenze possono ingannare. Nel relazionarsi con qualcuno la fiducia gioca un ruolo cruciale. Ma cosa succede se scopriamo troppo tardi di aver riposto la nostra fiducia nelle persone sbagliate? Se chi ci sta davanti è qualcuno che è abituato a mentire, per così dire di professione, cascare in un simile tranello è più facile di quanto si pensi. Una situazione di questo tipo è descritta da Elizabeth Jane Howard in “Perdersi”, tradotto da Manuela Francescon e Sabina Terziani, per Fazi editore.

La vicenda raccontata prende le mosse da un fatto realmente accaduto alla scrittrice, che è stata soggiogata da una persona disonesta che, facendole credere di amarla, perseguiva invece il solo scopo di vivere alle sue spalle. Nella rielaborazione della Howard ci sono Daisy, una donna ormai delusa dall’amore, e Henry, il giardiniere che piano piano s’intrufolerà nella sua vita. Proprio Henry con le sue attenzioni riuscirà però ad abbattere le remore di Daisy che finirà per innamorarsi di lui, diventando così cieca ad altri segnali che avrebbero potuto presagire la vera natura dell’uomo. Solo grazie ad amici e familiari capirà infine il vicolo cieco in cui stava per entrare.

Al di là della storia, che affondando le sue radici in una vicenda personale, ne ribadisce ulteriormente la sua veridicità, “Perdersi” colpisce per lo stile versatile dell’autrice, che ancora una volta si addentra nella psicologia femminile ma anche in quella maschile. Il punto di vista è sia quello maschile che quello femminile, consegnando al lettore le due facce della medaglia: i pensieri della donna, vittima, e dell’uomo, carnefice. Nel dare voce ai due protagonisti la Howard sembra quasi distanziarsi dagli eventi narrati, che assumono una dimensione apparentemente oggettiva e universale. Con sensibilità la scrittrice esprime i sentimenti della vittima e con incredibile lucidità descrive i pensieri di una persona malata, aspetti questi che caratterizzano l’esperienza di lettura di questo romanzo.

In conclusione, “Perdersi” di Elizabeth Jane Howard conferma ancora una volta il talento della scrittrice che riesce a catturare l’attenzione del lettore con il suo stile elegante e cristallino, soffermandosi su un episodio reale che purtroppo potrebbe capitare a chiunque.

Consigliato per chi ama lo stile di Elizabeth Jane Howard, cerca un romanzo che tratta di tematiche vere senza per questo intristire, indaga i propri sentimenti e apprezza i risvolti psicologici delle situazioni, vuole sentire entrambe le campane, ascolta le ragioni di tutte le parti in causa prima di prendere una decisione, per chi ama i romanzi psicologici.

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La citazione dal libro:

Quanto impariamo dagli errori? Dipende da quanto siamo disposti a imparare. La trappola più pericolosa è credere che sia possibile farlo semplicemente osservando gli altri; e poi dimentichiamo spesso la distanza da cui li guardiamo (non ci è possibile entrare nella loro pelle o sapere precisamente cosa sentono): questo, insieme alle lenti colorate di rosa e all’approccio critico e difensivo che adottiamo con gli altri, ci impedisce di apprendere.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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