I cambiamenti di una città immortalati da "The Passenger Berlino" - Cocktail di libri

Un mix di libri con citazioni on the rocks

I cambiamenti di una città immortalati da “The Passenger Berlino”

I cambiamenti di una città immortalati da “The Passenger Berlino”

Fonte immagine: Globewanderin

L’aura che si porta dietro Berlino è quella di una città libera, anticonvenzionale, dove ognuno può esprimersi come meglio credere senza temere di essere giudicato perché diverso dagli altri. Non è un caso che molti artisti si spostavano a Berlino per dedicarsi completamente alla loro arte, perché un tempo ciò era possibile. Negli ultimi anni anche i turisti hanno però iniziato ad apprezzare la città e ne hanno fatto sempre di più la meta del loro pellegrinaggio, e ciò ha comportato l’espandersi del fenomeno di gentrificazione in corso da un po’ di anni a questa parte. In “The Passenger Berlino” vengono delineati tutti i cambiamenti della capitale tedesca, in corso sin dalla caduta del Muro, ed è inevitabile che si parli anche di gentrificazione.

L’articolo che maggiormente tocca questo argomento è “Una generazione sotto sfratto” di Annette Gröschner, tradotto da Cristina Vezzaro, in cui emerge la diversa anima della Berlino est, in particolare del quartiere di Prenzlauer Berg, un tempo dimora di artisti, intellettuali e dissidenti, e che ora è diventato a misura delle famiglie, malgrado i prezzi sempre più esosi che contribuiscono all’avanzamento della bolla immobiliare, che si sta abbattendo sulla città. Un altro segno del tempo è dato anche dall’entrata nella Bundesliga, la serie A tedesca, della squadra di calcio dell’est Union Berlin, fatto che non era mai successo sin dalla sua formazione e che viene ampiamente trattato in “Il derby dell’Est” di Alina Schwermer, tradotto da Lucia Ferrantini.

Curiosità

In ogni volume di The Passenger in copertina è presente una foto delle dimensioni del finestrino del treno; l’impressione è quella di guardare il paese di turno proprio da uno di questi finestrini. Il logo del progetto si rifà, invece, alla mitologia norrena e ai suoi due corvi, Huginn e Muninn, messaggeri di Odino. I loro nomi significano rispettivamente “pensiero” e “memoria”. In The Passenger Berlino il logo del corvo appare leggermente differente da quello di tutti gli altri, proprio a sottolineare la diversità di questo volume che tratta di una città invece che di un intero paese come tutti gli altri volumi del progetto.

Oltre a indagare sui cambiamenti in atto a livello sociale, ampio spazio viene dato all’evoluzione di altri luoghi importanti della capitale tedesca, come Potsdamer Platz, l’ex aeroporto di Tempelhof o la grande area verde intorno al Treptower Park, chiamata l’isola della gioventù. Senza dimenticare di riservare un posto speciale alla musica techno, che è sempre stata di casa a Berlino con le sue moltissime discoteche (anche se club storici stanno via via chiudendo, dopo aver perso la loro battaglia con il cambiamento), come si riscontra in “Il cielo sotto Berlino” di Christine Kensche, tradotto da Eleonora Di Blasio.

Completano il volume le solite infografiche con cifre importanti della città, i consigli d’autore e l’immancabile playlist, per immergersi ancora di più in questa atmosfera berlinese e respirare a pieno l’impronta dei cambiamenti.

The Passenger Berlino è uscito in occasione del trentennale dalla caduta del muro di Berlino e con i suoi reportage e le fotografie di Mattia Vacca si propone di cogliere l’anima cangiante e multi-culti della città, un’anima diversa da quella di un tempo, ma pur sempre affascinante e unica nel suo genere. Attraverso alcuni simboli della città si giunge così a una bella istantanea moderna che permette a tutti di intraprendere un viaggio nel cuore della capitale berlinese ma che fa scoprire anche a chi ci vive tante interessanti curiosità e ne fa apprezzare ancora una volta tutte le sue sfaccettature.

Consigliato per tutti quelli che vogliono visitare Berlino, per chi di Berlino ne è già innamorato, per chi non cerca la solita guida, per chi vuole farsi guidare in un percorso alla scoperta di simboli, curiosità e particolarità della capitale tedesca, per chi vuole informarsi e cerca uno sguardo contemporaneo sulla città.

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La citazione dal libro:

Quando ero ancora per metà la capitale della Ddr, non si faceva che pensare al futuro. Al tempo c’erano ancora grandi problemi, pressanti, difficoltà legate alla produzione, alla lealtà, i rifornimenti non funzionavano come da manuale. Tutti macro-problemi, problemi a livello statale che possono toccare una capitale, ma che non sono i suoi, problemi che una città non può risolvere da sola. Nella parte orientale avevo comunque anche problemi minori, a livello locale. Ci si chiedeva ad esempio come gestire i parchi, cosa fare di un’isola.

L’isola che c’è” di Jörg Sundermeier, traduzione di Cristina Vezzaro

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.

Se siete curiosi, potete scoprirne di più su The Passenger Islanda e The Passenger Olanda.


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