Alla scoperta dell'Islanda con The Passenger, la nuova rivista di Iperborea - Cocktail di libri

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Alla scoperta dell’Islanda con The Passenger, la nuova rivista di Iperborea

Alla scoperta dell’Islanda con The Passenger, la nuova rivista di Iperborea

Fonte immagine: Globewanderin

Quando si sfogliano le prime pagine della rivista The Passenger, edita da Iperborea, è subito chiaro che il viaggio sta per cominciare, quindi non resta che mettersi comodi e abbandonarsi a questa piacevole scoperta. Ad attenderci saggi e inchieste, che ci faranno conoscere tutto il paese e ci avvicineranno di più alla cultura islandese. Non mancano anche classiche nozioni di una guida turistica, come il numero di abitanti, la densità e la superficie, ma giusto per darci un primo orientamento. Dato che anche l’occhio vuole la sua parte, bellissime foto arricchiscono questo volume e ci aiutano a farci un’idea visiva di questo affascinante paese.

Tutti gli articoli sono da intendersi come degli approfondimenti su un aspetto importante del territorio islandese: ad aprire le danze è il divertente, e a tratti canzonatorio, “A che ora accendono l’aurora boreale” di Hallgrímur Helgason (traduzione di Silvia Cosimini), che si concentra sull’improvviso interesse dei turisti verso l’aurora boreale. Si prosegue poi con “Che Thor sia con te” di Silke Bigalke (traduzione di Marco Agosta), che punta i riflettori sulla religione pagana degli islandesi, per approdare ad alcune caratteristiche tipiche della lingua islandese in “Questione di lingua o di morte” di Silvia Cosimini, per poi sbarcare e terminare il nostro viaggio con “Pochi ma buoni” di Egill Bjarnason (traduzione di Alessandro Storti), dove si racconta il fatto curioso di come servirebbe un’app per scoprire i legami di parentela ed evitare di instaurare, inconsapevolmente, relazioni amorose tra consanguinei. Questione emersa dato il ristretto numero di abitanti sull’isola, ma per scoprire se sia davvero così vi consiglio di leggere l’articolo.

The Passenger Islanda non si limita però solo a questi articoli, ma ce ne sono molti altri che trattano della natura incontaminata dell’Islanda, che l’uomo sta immancabilmente deturpando e sfruttando per i propri fini, o che affrontano le motivazioni che hanno portato un governo anarchico a insidiarsi nella capitale Reykjavík.

Il tono degli articoli è a volte spassoso, a volte serio; le tematiche sono varie e contribuiscono a creare un affresco contemporaneo dell’Islanda. Nel volume sono presenti anche statistiche e grafiche, mentre le ultime pagine sono una vera e propria chicca: sono presentati gli stereotipi su questa nazione e vengono proposti i libri, le canzoni e i film più rappresentativi. Per chi non ne avesse abbastanza, è disponibile una bibliografia conclusiva per approfondire gli argomenti che hanno incuriosito di più.

Il primo volume “The Passenger Islanda” segna un ottimo avvio per il progetto di Iperborea, che invita a conoscere gli islandesi, ad apprezzarne le peculiarità, senza dimenticare di contemplare i paesaggi nordici. Dopo la lettura il desiderio di comprare un biglietto per l’Islanda sarà molto forte, così come la voglia di leggere tutti gli altri volumi della serie, per viaggiare con la mente in questi paesi distanti, in attesa di andarci o ritornarci fisicamente.

Consigliato per chi ama i paesi nordici, per chi vuole saperne di più sull’Islanda e per tutti coloro che amano la letteratura di viaggio, per scoprire il mondo rimanendo comodamente seduti nella propria stanza. E ovviamente non deve mancare tra le letture di chi si recherà presto in Islanda.

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La citazione dal libro:

In retrospettiva, se ci voltiamo indietro a guardare gli otto secoli di storia dell’islandese, la cosa più stupefacente non è tanto l’infinita ricchezza lessicale, la flessione nominale ancora così articolata e complessa o la proliferazione delle eccezioni alle regole; a stupire di più è come questa lingua, parlata oggi da non più di 350mila persone, possa essere ancora viva e vegeta e sia riuscita a resistere alle intemperie, alle eruzioni vulcaniche, alle provocazioni delle lingue più prestigiose e a una scarsissima densità di popolazione, senza mai estinguersi del tutto.

Questione di lingua o di morte” di Silvia Cosimini.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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