Testimoni della storia: "La bambina che guardava i treni partire" di Ruperto Long - Cocktail di libri

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Testimoni della storia: “La bambina che guardava i treni partire” di Ruperto Long

Testimoni della storia: “La bambina che guardava i treni partire” di Ruperto Long

Una terribile pagina di storia è stata scritta durante la seconda guerra mondiale e non si può dimenticare o negare che lo sterminio degli ebrei non sia mai accaduto. Più volte la letteratura e  i saggi si sono così cimentati con questi tragici avvenimenti, dando un ulteriore contributo alla questione. Tra i libri sul tema c’è “La bambina che guardava i treni partire” di Ruperto Long, tradotto da Amaranta Sbardella, che racconta la storia straziante di una famiglia di ebrei belga costretta a fuggire per scampare alla deportazione nei campi di concentramento. Uno dei componenti di questa famiglia è Charlotte, una bambina che dovrà adattarsi e abbandonare la vita come l’aveva sempre concepita fino ad allora.

Il punto di vista del romanzo non è però solo il suo, ma di volta in volta viene data la parola a conoscenti della famiglia, come il cameriere di un caffè che frequentano, gli altri inquilini della casa in cui si trasferiscono, o ci spostiamo in Polonia per vivere da vicino cosa succede nel ghetto di una cittadina, o ancora seguiamo le vicende di un gruppo di soldati durante diverse battaglie, tra cui quella di El Alamein.  Si susseguono quindi tutta una serie di testimonianze, opportunamente documentate e di persone realmente esistite, che quasi trasformano il romanzo in un saggio, visto la presenza di tratti documentaristici. Proprio questa caratteristica è la forza della storia, che ci viene presentata in tutta la sua atrocità e fa riaffiorare il terribile olocausto. Così grazie alle tante voci, seguiamo da vicino i fatti storici e ci caliamo ancora una volta in quegli avvenimenti, visti e presentati anche dalla parte dei tedeschi. Come sempre in questi casi, dalla lettura scaturirà un tumulto di emozioni che ci faranno chiedere come questo sia potuto succedere. Una risposta a questo quesito non viene ovviamente data, ma viene raccontata la storia attraverso gli occhi di chi c’era e di chi l’ha vissuta sulla propria pelle. Un libro toccante che merita di essere letto.

Consigliato per chi ama le testimonianze vere, per chi vuole ricostruire il periodo storico degli anni della Seconda Guerra Mondiale, per chi non vuole dimenticare e mantenere vivo il ricordo di quanto successo.

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La citazione dal libro:

Piansi e piansi ancora, ignoro per quanto tempo. E quando le lacrime terminarono, fu il cuore a continuare a piangere. Eravamo stati vittime della peggiore delle infamità. Non potevo smettere di riflettere sul fatto che l’essere umano è un vaso di sorprese. E che molte volte, scoperchiandolo, si scoprono delle sorprese terribili. Avevo imparato a mie spese, e per sempre, che non c’è limite alle aberrazioni che si possono commettere in nome di una presunta ideologia o per denaro.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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