Una storia con un personaggio ispirato a una persona realmente esistita: “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie - Cocktail di libri

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Una storia con un personaggio ispirato a una persona realmente esistita: “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie

Una storia con un personaggio ispirato a una persona realmente esistita: “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie

Fonte immagine: Globewanderin

Sono tanti i romanzi della regina del giallo che meritano di essere letti e molti di questi rientrano tra i più conosciuti. È il caso ad esempio di “Assassinio sull’Orient Express”, considerato spesso il capolavoro della Christie, tradotto in Italia da Lidia Zazo per Mondadori. Ancora una volta il protagonista del giallo è Hercule Poirot, l’investigatore belga ispirato a una persona realmente esistita e che la Christie ha conosciuto. Sembrerebbe trattarsi infatti di un rifugiato belga, Jacques Hornais, come riportato in un articolo del giornale Panorama.

Come si evince dal titolo e come accade di solito in un giallo, a bordo del famoso treno Orient Express, nella tratta Istanbul-Calais, ha luogo un omicidio che verrà risolto da uno dei passeggeri, vale a dire Poirot. Un romanzo che si sviluppa perlopiù in un unico luogo potrebbe sembrar noioso, eppure non è così con i libri di Agatha Christie, che qui punta tutto sul ragionamento per la risoluzione del caso e rimanda a un fatto esterno alla trama, movimentando la storia e creando uno dei colpi di scena contenuti in “Assassinio sull’Orient Express”. Inoltre non si renderebbe giustizia all’autrice se si menzionassero sempre e solo le sue abilità nel confezionare un ottimo giallo, e non va perciò dimenticato come la Christie inserisca modelli letterari nelle sue storie, come Dickens o Shakespeare.

“Lo scompartimento numero 7, di seconda classe. Il passeggero non si è ancora presentato, e mancano quattro minuti alle nove”. “Chi è?”. “Un inglese”. Il controllore consultò il suo elenco. “Un certo Monsieur Harris”. “Un nome di buon augurio” disse Poirot. “Ho letto anch’io Dickens. Monsieur Harris non arriverà”.

Senza contare i molti cliché che l’autrice inserisce spesso nei suoi libri, che vanno a delineare il carattere di inglesi, americani e persino italiani. Proprio questo aspetto contribuisce a dare un tocco comico al libro. “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie è prima di tutto un classico della letteratura gialla, che appassionerà grandi e piccini, in cui non si intravede solo un’ottima storia, ma sono presenti tutta una serie di elementi che catturano l’attenzione del lettore.

Consigliato per chi vuole approcciarsi ai romanzi della Christie, per chi ama già l’autrice, per chi cerca una lettura intrigante che fa ragionare ma non per questo impegnativa, per chi ha visto solo il film, per gli amanti del giallo, per chi cerca qualcosa per far avvicinare alla lettura i più piccoli.

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Incipit del libro:

It was five o’clock on a winter’s morning in Syria. Alongside the platform at Aleppo stood the train grandly designated in railway guides as the Taurus Express. It consisted of a kitchen and dining car, a sleeping car and two local coaches. By the step leading up into the sleeping car stood a young French lieutenant, resplendent in uniform, conversing with a small lean man, muffled up to the ears, of whom nothing was visible but a pink-tipped nose and the two points of an upward curled moustache.

Per la traduzione e altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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