In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo di Roland Schimmelpfennig - Cocktail di libri

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La società odierna rappresentata da un lupo: “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” di Roland Schimmelpfennig

La società odierna rappresentata da un lupo: “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” di Roland Schimmelpfennig

Quante volte capita di fermarsi a pensare come il mondo non sia più quello di una volta, di come i tempi siano cambiati, di come la società sia diversa, di come tutto e tutti corrano senza curarsi di quello che li circonda. Forse è una sensazione soggettiva, che però emerge e fa riflettere nel momento in cui si inizia a leggere “In un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo” del drammaturgo tedesco, Roland Schimmelpfennig. Il romanzo, tradotto da Stefano Jorio, è quindi ambientato ai giorni nostri e muove i suoi passi in un palcoscenico eccezionale: una Berlino innevata, di come non se ne vede più da qualche anno, meta ambita, cercata o volutamente abbandonata dai personaggi, che infittiscono la trama di una storia che nasconde molti significati sotto la superficie.

C’è chi si è trasferito per costruire un futuro migliore lontano da casa, c’è chi aspira a raggiungere la grande città per sfuggire da una situazione familiare difficile, c’è chi a Berlino realizza o ha tentato di realizzare le sue aspirazioni artistiche e poi c’è lui, il lupo, che incrocia la strada di ciascuno di questi personaggi, lasciandogli una speranza o simboleggiando un avvertimento, che non tutti vogliono cogliere. In un ritmo vorticoso e in un crescendo di eventi seguiamo a distanza (e tramite i racconti di altre persone) il lupo che dal confine raggiunge la città, ripercorrendo così, in parte, le tappe che hanno segnato il volto di questa città, cangiante, e di cui l’autore ci consegna un ritratto nostalgico, forse persino malinconico.

A tenere uniti i fili della storia è senz’altro il lupo, una figura simbolica (dai tratti quasi mitici, vista l’importanza data alla sua insolita apparizione), che sembrerebbe incarnare i mali della società odierna o semplicemente si limita a sottolinearli con la sua presenza. Ogni interpretazione possibile si insinua nella coltre di neve che fa capolino in un chiaro, gelido mattino di gennaio all’inizio del ventunesimo secolo, in una giornata qualunque, come tante, dalla quale il nostro autore parte per raccontare un intreccio all’apparenza semplice, che in realtà svela più di quanto trapeli a una prima lettura.

Consigliato per chi vuole immergersi in un romanzo contemporaneo, che dischiude una storia semplice ma con diverse interpretazioni, per riflettere mentre si legge. Anche chi ama Berlino, non può non leggere questo libro: vi ritroverà dei tratti che la caratterizzano e della città che ora non è più.

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La citazione dal libro:

“Una città in preda all’esaltazione. I giornali, le prime pagine. Le televisioni locali. Una notizia che faceva il giro del mondo. Il lupo di Berlino. Gente, guardate com’è cambiata questa città. Der Wolf ist ein Berliner.”

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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