L'amore spiegato da un gatto: "Cronache di un gatto viaggiatore" di Hiro Arikawa - Cocktail di libri

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L’amore spiegato da un gatto: “Cronache di un gatto viaggiatore” di Hiro Arikawa

L’amore spiegato da un gatto: “Cronache di un gatto viaggiatore” di Hiro Arikawa

Tutto comincia quando Satoru trova un gatto poggiato sulla sua station wagon: da quel momento il randagio fa breccia nel suo cuore e piano piano entrambi si affezionano l’uno all’altro. Insieme viaggeranno, vivranno esperienze uniche e affronteranno le difficoltà, proprio come due buoni amici. Il gatto randagio viene quindi adottato da Satoru e diventa Nana, il suo gatto. Tuttavia Nana non perderà il suo bel caratterino e allieterà il romanzo con i suoi pensieri e il suo punto di vista felino, mantenendo sempre il suo spirito libero da gatto vissuto per strada.

La particolarità del romanzo emerge sin da subito, dato che le vicende sono raccontate da un gatto, che riporta tutto quello che sente, vede e pensa in una sorta di diario. Diario che finirà per essere una dichiarazione d’amore al suo padrone, quell’amore che solo i nostri amici a quattro zampe sanno dare. A mantenere vivo l’interesse del lettore non sono però solo le battute divertenti di Nana, ma anche il continuo spostamento temporale e il cambiamento costante di prospettiva rendono la struttura narrativa messa in piede dalla scrittrice Hiro Arikawa avvincente. “Cronache di un gatto viaggiatore” si concentra a uno a uno sugli amici di Satoru e spiega il rapporto che li lega raccontando di episodi passati, che svelano informazioni determinanti per comprendere il mondo del protagonista.

Satoru e Nana si sposteranno poi insieme per il Giappone ed è questo che trasforma il felino in un viaggiatore, che arriverà a osservare il monte Fuji, a vedere il mare o a perdersi in un campo di fiori. Inizialmente “Cronache di un gatto viaggiatore” di Hiro Arikawa, tradotto da Daniela Guarino, non mi aveva entusiasmato, ma superato il capitolo dedicato all’amico Kōsuke mi ha conquistato e anche commosso nel finale. La storia risulta originale perché mette in luce il punto di vista di un gatto e la struttura data garantisce la giusta dinamicità al romanzo, evitando che il lettore finisca per annoiarsi. Con un linguaggio semplice vengono infine messi in risalto i sentimenti e le emozioni che uniscono un gatto al suo padrone.

Consigliato per chi ama i gatti, il Giappone e vuole leggere una storia non convenzionale che sottolinea l’amore che lega gli amici a quattro zampe agli esseri umani.

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La citazione dal libro:

Ma Satoru mi ha detto: “Ma perché hai catturato una cosa che non mangi nemmeno?”. Mi pare che avesse pure i lacrimoni. Tu saresti stato libero dalle cacche di piccione sul bucato, e io avrei potuto dare la caccia a qualcosa. Quel che si dice due piccioni con una fava…Per inciso, non ho ancora sentito da te una parola di ringraziamento per il fatto che, da quell’unica volta, non si è fatto vedere più nessun piccione sul nostro balcone.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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