Genesi di una fine annunciata: "Frankenstein" di Mary Shelley - Cocktail di libri

Un mix di libri con citazioni on the rocks

Genesi di una fine annunciata: “Frankenstein” di Mary Shelley

Genesi di una fine annunciata: “Frankenstein” di Mary Shelley

Fonte immagine: Pixabay

È noto ai più come sia nato “Frankenstein” di Mary Shelley: durante il suo soggiorno in Svizzera insieme al marito Percy Bysshe Shelley, in barca con gli amici (tra cui il poeta Lord Byron), ciascuno di loro inventava dei racconti e proprio da uno di questi Shelley portò alla luce il suo famosissimo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1814 e modificato poi nel 1831. La fortuna conquistata dal libro, e di cui ancora gode presso il pubblico, è ormai storia.

L’opera creata da Mary Shelley si presenta moderna e precorritrice dei tempi nonché uno dei primi romanzi gotici. Erroneamente si attribuisce il nome “Frankenstein” al mostro, che rimane, invece, senza nome ed è stato creato dallo scienziato Victor Frankenstein. Dalla figura dello scienziato emerge un tema del libro che mette in evidenza la sete di conoscenza illimitata dell’uomo; tuttavia questo bisogno assume connotazioni negative perché l’essere umano si spinge fino a sovvertire l’ordine naturale della vita sulla terra e genera un mostro.

Seppur sia un mostro, la Shelley non manca di sottolineare l’umanità di questa creatura che in fondo cerca solo di essere accettata e sono infine gli uomini stessi a farla diventare quello che è. In questo modo vengono affrontati altri argomenti importanti, come la paura del diverso e la discriminazione, tematiche che trovano un corrispettivo e possono essere ben comprese anche ai giorni nostri. È chiaro quindi come “Frankenstein” sia un romanzo moderno, che al di là della storia in sé, ha tanto da raccontare anche a noi contemporanei e risulta per questo un grande classico della letteratura mondiale da leggere.

Edizioni: ultimamente Neri Pozza ha pubblicato una nuova versione del romanzo, “Frankenstein 1818“, l’edizione integrale pubblicata nel 1818 e tradotta ora da Alessandro Fabrizi.

Incipit del libro:

To Mrs Saville, England

St Petersburgh, Dec. 11th 17—You will rejoice to hear that no disaster has accompanied the commencement of an enterprise which you have regarded with such evil forebodings. I arrived here yesterday; and my first task is to assure my dear sister of my welfare and increasing confidence in the success of my undertaking. I am already far north of London; and as I walk in the streets of Petersburgh, I feel a cold northern breeze play upon my cheeks, which braces my nerves and fills me with delight. Do you understand this feeling?

Per la traduzione e altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.