Autobiografia di un legame: "Il posto" di Annie Ernaux - Cocktail di libri

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Autobiografia di un legame: “Il posto” di Annie Ernaux

Autobiografia di un legame: “Il posto” di Annie Ernaux

Fonte immagine: Globewanderin

Frammenti che vanno a comporre il mosaico di un legame altalenante con un padre, di cui Annie Ernaux ci racconta la storia in “Il posto“, tradotto da Lorenzo Flabbi. L’autrice parla così della vita umile di suo padre, passata a lavorare per dare ai propri figli un futuro migliore. In una sorta di lungo monologo autobiografico, Annie Ernaux ci svela il suo rapporto particolare con il padre, un rapporto fatto di alti e bassi e che ha portato la figlia a distaccarsi con la crescita, con l’avvicinarsi a un mondo diverso da quello che hanno conosciuto i suoi genitori.

Si è fatto fare un prestito per diventare proprietario delle mura e del terreno. In famiglia non lo era mai stato nessuno.

In punta di piedi apriamo la porta e sbuchiamo nella realtà dell’autrice, che si confessa, si sfoga e ci racconta il suo dolore, espresso bene proprio dallo stile frammentato, asciutto ed essenziale. Sembra quasi che uno spiraglio di luce si faccia largo tra le pagine del libro, per svelare il suo ricco bagaglio emotivo e aprirsi agli altri, rendendoli partecipi di belle o brutte sensazioni. Di per sé ce ne potrebbero essere tante di storie come questa e in letteratura non mancano pagine scritte sul legame padre-figlia. Ma la particolarità del romanzo risiede nelle frasi, nella scelta delle parole, nella loro associazione, nel loro ordine e nella loro giustapposizione sul foglio.

Ad affascinarmi è stato proprio questo: la maestria con cui l’autrice francese espone i fatti, le sue ragioni e soprattutto i suoi sentimenti, condensando e concentrando il tutto in un centinaio di pagine, che scorrono veloci e trasmettono efficacemente le intenzioni dell’autrice. “Il posto” di Annie Ernaux è sicuramente un ottimo inizio da cui partire per familiarizzare con il suo stile particolare e che personalmente mi ha invogliato a scoprire altri suoi libri, per ritornare alla sua vita in Francia e alle sue vicende.

Consigliato per chi vuole leggere un libro contemporaneo francese, per coloro che apprezzano i libri fatti di sentimenti con uno stile proprio, anche senza una vera azione, per tutti quelli che vogliono riflettere sui rapporti familiari, per le voci fuori dal coro.

La citazione dal libro:

Scrivo lentamente. Sforzandomi di far emergere la trama significativa di una vita da un insieme di fatti e di scelte, ho l’impressione di perdere, strada facendo, lo specifico profilo della figura di mio padre. L’ossatura tende a prendere il posto di tutto il resto, l’idea a correre da sola. Se al contrario lascio scivolare le immagini del ricordo, lo rivedo com’era, la sua risata. E la sua andatura, mi conduce per mano alla fiera e le giostre mi terrorizzano, tutti i segni di una condizione condivisa con altri mi diventano indifferenti. Ogni volta, mi strappo via dalla trappola dell’individuale.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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