Una prospettiva particolare delle nostre esistenze: “Il libro delle case” di Andrea Bajani - Cocktail di libri

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Una prospettiva particolare delle nostre esistenze: “Il libro delle case” di Andrea Bajani

Una prospettiva particolare delle nostre esistenze: “Il libro delle case” di Andrea Bajani

Fonte immagine: Globewanderin

Se gli oggetti potessero parlare, direbbero molto sui loro possessori e lo stesso accadrebbe se a prendere la parola fosse il luogo in cui passiamo di più le nostre giornate, soprattutto negli ultimi tempi: la casa. A ben rifletterci, tra queste quattro mura si svolge spesso la nostra vita, o almeno una parte, che sia la nostra o quella di parenti e amici, e da questa idea si sviluppa la storia de “Il libro delle case”, scritto da Andrea Bajani per la casa editrice Feltrinelli.

Partendo dalla casa di nascita seguiamo pagina dopo pagina le vicende di “Io” alle prese con la famiglia, l’amore, il lavoro e tanti altri avvenimenti che caratterizzano la sua vita, osservate però da un punto di vista sui generis, quello delle case che il protagonista abita nel corso della sua esistenza. Lo spazio circoscritto tra quattro mura diventa teatro di momenti importanti, come il rapimento di Aldo Moro o la morte di Pier Paolo Pasolini, ma anche di litigi familiari o di eventi più felici; a ogni episodio la casa è sempre lì, spettatore indifferente a quanto succede al suo interno. Forse per questo, non è un caso, che la voce dello scrittore appaia fredda e distaccata, mentre scopre ogni tessera del puzzle che va via via delineandosi fino a comporre la storia de “Il libro delle case”, che non segue un tempo lineare e si presenta quasi come una raccolta di racconti, legati tutti da un unico fil rouge.

Sin da subito il romanzo colpisce per l’originalità che strizza l’occhio ai tempi recenti in cui siamo stati costretti a trascorrere ancora più tempo del normale nelle nostre case, durante il periodo della pandemia, anche se il concetto di casa si estende al di là delle quattro mura e assume le sembianze di qualcos’altro che spesso può svolgerne le funzioni in senso metaforico. Ma come sempre, quando si legge un libro di Bajani, a convincere è la sua scrittura, anche se qui risulta più oggettiva e manca quel calore che in genere emerge dalle parole utilizzate (si pensi a “Se consideri le colpe” o a “Ogni promessa”). Ciononostante, approcciarsi a “Il libro delle case” è iniziare un viaggio alla scoperta di fatti che contraddistinguono le vite di molti e avvicinano il lettore alle diverse case che di volta in volta raccontano qualcosa di diverso, raccontano lo scorrere del tempo, tentano di spiegare delle scelte prese, di giustificare dei comportamenti ma soprattutto immortalano dei momenti che sono stati, che sono e che ancora saranno.

Consigliato per i lettori voraci, per chi cerca un libro fuori dal comune, per chi non va in ordine cronologico, per i disordinati, per chi rimescola sempre le carte in tavola, per chi legge per riflettere, per chi cerca una scrittura particolare, per chi dà importanza alle parole, per chi vuole conoscere gli scrittori italiani contemporanei, per chi legge i libri finalisti al Premio Strega, per chi sta cercando un libro d’autore, per chi va oltre la storia e si sofferma anche sullo stile del libro.

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La citazione dal libro:

Questa casa la si può soltanto immaginare. La conosce solo Nonna; non è detto, a rigore, che sia nemmeno mai esistita, se non perché Nonna la descrive a Io e Sorella prima di dormire. A sostenerla non ha dunque muri ma parole. L’architrave è l’alfabeto, il calcestruzzo sono le frasi che Nonna ha pronunciato, e con le quali Io e Sorella giorno dopo giorno l’hanno tirata su a occhi chiusi dentro il letto.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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