Il dolore per la perdita del padre: “Il grande me” di Anna Giurickovic Dato - Cocktail di libri

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Il dolore per la perdita del padre: “Il grande me” di Anna Giurickovic Dato

Il dolore per la perdita del padre: “Il grande me” di Anna Giurickovic Dato

Ci sono tanti tipi di libri: quelli che fanno svagare, quelli che fanno riflettere, quelli che confortano, quelli che trattano di argomenti seri, quelli ben scritti, quelli noiosi, quelli pedanti, quelli senza capo né coda e così via. In più per ogni libro c’è il suo momento e una fase della vita in cui va letto o è meglio non leggere un romanzo. Sta a voi decidere cosa fare. Sappiate quindi che quando approccerete “Il grande me” di Anna Giurickovic Dato ci saranno delle conseguenze, poiché il tema trattato è delicato e bisogna quindi prepararsi a quello che le pagine hanno in serbo per noi.

Il fulcro della storia è Simone, che scopre di avere pochi mesi di vita in seguito a un cancro al pancreas e negli ultimi momenti i suoi figli Laura, Carla e Mario gli saranno vicini. La prospettiva è quella di Carla, che ripercorre alcuni momenti della vita del padre e vive insieme a lui le fasi di questa malattia. La perdita del padre, e dei genitori in generale, è qualcosa che prima o poi tutti noi siamo costretti a vivere e perciò questo libro toccherà le corde più intime di ogni lettore. C’è tristezza, amarezza ma anche la felicità di poter stare ancora insieme, di godersi gli ultimi momenti e la sorpresa della scoperta di verità nascoste che ora vengono a galla prima che non sia più possibile svelarle.

Il grande me” riflette sulla figura del padre, mettendone in luce aspetti positivi e negativi, e affronta il tema della separazione, del distacco definitivo che porta con sé emozioni contrastanti. Tra i pregi del libro c’è quello di mettere in risalto la fisicità del dolore, che non traspare tra le pagine come qualcosa di astratto ma acquista concretezza via via che la situazione peggiora.

In conclusione, “Il grande me” di Anna Giurickovic Dato è un libro che colpisce per la sensazione quasi tattile che dà al tema trattato, per la fluidità e la rapidità con cui vola via, lasciando nel lettore un retrogusto dolce-amaro del ritratto di un padre che potrebbe essere anche il nostro. Una lettura che conquista per il suo carattere intimo e toccante.

Consigliato per chi cerca qualcosa di intimo, per chi cerca un libro che genera emozioni, per chi è pronto ad affrontare il dolore, per chi si rifugia nella lettura per trovare situazioni comuni nella vita di ciascuno di noi, per chi legge libri veri e drammatici, per chi vuole leggere una storia raccontata con tatto.

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La citazione dal libro:

Non è il mestiere dei figli essere padri. Queste e altre sono le accuse che non ci faremo mai: il silenzio cala da un filo e avvolge il flusso che fa rimordere la coscienza, come un quadro che, appeso a una parete, assolve il solo compito di nascondere un inestetico buco sul muro.

Per altre citazioni consultate Cocktail di citazioni.


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